Il digitale è già una realtà industriale per San Marino

16/02/2026

San Marino, lì 16 febbraio 2026

Eccellenze, Colleghi Consiglieri,

intervengo nel comma comunicazioni per richiamare l’Aula su un dato che dovrebbe unire tutti noi, al di là delle appartenenze: a San Marino il digitale — l’Information & Communication Technology — non è più una prospettiva teorica, ma un comparto concreto, misurabile, una realtà industriale strutturata che incide sul PIL, sull’occupazione e sulla credibilità internazionale del Paese.

Dal convegno “San Marino Digital Hub”, organizzato dalla Camera di Commercio, è emersa una fotografia chiara del nostro ecosistema digitale: 72 imprese digitali (in senso stretto), 120 milioni di euro di fatturato aggregato nel 2024 con più di 800 addetti. In un Paese delle nostre dimensioni, questi numeri non sono marginali: rappresentano una vera industria digitale nazionale, un’industria della conoscenza che produce valore senza consumare suolo, ma investendo in competenze e innovazione.

Dentro questo ecosistema troviamo anche le imprese ad alto contenuto tecnologico (San Marino Innovation), che in parte coincidono e in parte si intrecciano con il cluster digitale: oggi sono 130, con un fatturato complessivo stimato attorno ai 100 milioni di euro, oltre 300 addetti diretti e un gettito IGR dalle realtà mature pari a circa 1,6 milioni di euro. Non stiamo parlando di mondi separati, ma di un unico sistema che dialoga, si integra e si rafforza reciprocamente.

Oggi il digitale pesa in modo strutturale su occupazione, gettito e competitività internazionale. I flussi di istanze (nuovi progetti imprenditoriali) per il settore ICT — 230 dal 2019 ad oggi, con una media di circa 50 all’anno — dimostrano che esiste un’attrattività concreta. E’ il fatto che non tutte le domande vengano accolte dimostra che il sistema non è permissivo, ma selettivo e credibile.

Questi numeri non nascono per caso. Sono il frutto di una visione politica che ha creduto nell’impresa, nella libertà economica, nella responsabilità e nella capacità di San Marino di competere nei settori ad alto valore aggiunto. Una visione che oggi trova conferma nei dati.

Negli anni abbiamo costruito un quadro normativo moderno e stabile, allineato agli standard internazionali che continua a rafforzarsi. Abbiamo scelto di offrire certezza del diritto e strumenti adeguati alle nuove tecnologie. Questo consente a San Marino di presentarsi come un sistema serio, trasparente e competitivo.

Accanto alle regole, ci sono le infrastrutture. Fibra completata, aggiornamento delle reti su tutto il territorio, investimenti sulla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. La riorganizzazione della componente informatica della PA, in sinergia con il settore privato, può e deve diventare una leva strategica per rendere lo Stato più efficiente, più veloce, più vicino ai cittadini e alle imprese.

Ma c’è un tema che considero centrale: il lavoro.

Il digitale significa lavoro qualificato, lavoro per i giovani, lavoro ad alto contenuto professionale. Significa creare opportunità che non costringano i nostri ragazzi a cercare altrove le proprie prospettive. Significa attrarre competenze dall’esterno e, allo stesso tempo, valorizzare quelle interne.

Per questo serve continuare a valorizzare imprenditori, professionisti e lavoratori, ricordando soprattutto che uno sviluppo tecnologico non si basa solo su strumenti, ma su competenze, professionalità e consapevolezza sociale.

San Marino ha scelto di competere dove la sua scala è un vantaggio: norme snelle, tempi decisionali rapidi, specializzazione e capacità di adattamento. In un mondo complesso, noi possiamo essere più veloci, più flessibili, più determinati. La nostra dimensione non è un limite. È la nostra forza.

Colleghi,

il digitale è già oggi un asset nazionale. Non è una moda, non è un’etichetta, non è propaganda. È una realtà economica misurabile.

La scelta davanti a noi è semplice: continuare in coerenza su questa strada — rafforzando regole, infrastrutture, competenze e competitività — senza rinunciare a una delle poche leve strutturali che abbiamo per generare crescita, lavoro qualificato e credibilità internazionale.

William Casali – PDCS