San Marino, lì 15 dicembre 2025
Eccellenze, Colleghi consiglieri
è deplorevole assistere alla costruzione di castelli retorici (come appena detto da Venturini) nel tentativo di recuperare un consenso perduto. Nessuno, qui dentro, ha timore di affrontare la questione morale… ma farlo richiede serietà, coerenza e responsabilità, non slogan o scorciatoie. Il mio consiglio, sincero, è uno solo… evolviamo.
Detto questo
oggi San Marino può guardare al proprio futuro con maggiore serenità e maggiore credibilità. Il riconoscimento del rating tripla B con outlook positivo da parte di Fitch, affiancato alla valutazione di Morningstar, segna per il nostro Paese un passaggio fondamentale: San Marino entra stabilmente nell’area “Investment Grade”
Cosa significa, in parole semplici… Significa che San Marino è considerato un Paese affidabile, capace di onorare i propri impegni, attrattivo per investimenti di qualità, meno esposto a rischi finanziari. Significa meno costi sul debito, e, cosa ancora più importante, maggiori margini per sostenere famiglie, imprese e sviluppo.
È una valutazione tecnica, indipendente… che non guarda ai proclami, ma ai fatti. E questo giudizio dice una cosa chiara: la linea della responsabilità, della serietà e dell’equilibrio ha prodotto risultati concreti. Non è un punto di arrivo ma un cambio di passo strutturale, che rimette San Marino su un sentiero di crescita credibile e duratura.
Se vogliamo capire davvero dove si gioca il futuro del Paese, dobbiamo parlare di infrastrutture strategiche. E tra queste, le reti TLC sono decisive.
Per troppo tempo San Marino ha pagato ritardi e scelte sbagliate Si era ipotizzato un modello basato su pali con tre antenne, una per operatore, mentre a livello internazionale si affermava la condivisione degli apparati come scelta più efficiente, sostenibile e moderna…
Si era complicato lo scenario con un’operazione volta a forzare l’ingresso di un nuovo operatore investendo su apparati tecnologicamente superati, che ha rallentato l’innovazione e reso il sistema meno competitivo. Quella visione non solo non ha funzionato ma ha contribuito a bloccare lo sviluppo della rete TLC nel suo complesso.
Il cambio di rotta è stato profondo e tutt’altro che semplice. Il lavoro per il rinnovo tecnologico delle reti è stato articolato e strutturale.
Prima di tutto, si è lavorato nel dare corpo a un vero arbitro del sistema: l’Autorità ICT capace di mettere ordine in un settore strategico, superando conflitti e contrapposizioni che per anni avevano paralizzato le decisioni. Senza regole chiare senza un arbitro credibile non esiste sviluppo.
In secondo luogo, lo Stato ha compiuto un investimento strategico di lungo periodo: la rete in fibra ottica FTTH su tutto il territorio, di proprietà pubblica. Un’infrastruttura che non è solo tecnologica ma economica e politica perché garantisce autonomia, sicurezza e visione.
Infine, si è scelto di fare ciò che un piccolo Paese intelligente deve fare… lavorare in modo sinergico con il privato, – grazie all’accordo firmato nella precedente legislatura dal Segretario Beccari – mantenendo però il controllo pubblico delle infrastrutture. È in questa collaborazione e non nello scontro ideologico… che San Marino esprime il meglio delle sue attitudini.
In questo quadro si inseriscono anche i nuovi interventi sulla rete mobile che il segretario Fabbri sta portando avanti con successo. Sono state avviate tutte le fasi progettuali e autorizzative per il potenziamento della copertura. Un primo intervento in zona Fiorina è già stato completato… con l’ottimizzazione e la sostituzione degli apparati esistenti. Nei prossimi mesi seguiranno ulteriori installazioni nell’area adiacente al parcheggio Kursal, in Città – località Murata, e a Domagnano, nella zona adiacente al cimitero… con nuovi impianti pensati per garantire un servizio adeguato ai residenti e alle attività economiche. Interventi interamente a carico dell’operatore che consentono allo Stato di disporre di un’infrastruttura moderna e di una copertura più efficiente e uniforme su tutto il territorio.
Oggi vediamo i risultati interventi concreti, copertura in miglioramento, infrastrutture operative, costi sostenibili per lo Stato.
Ma la vera sfida che abbiamo davanti si chiama Data Center E qui voglio essere molto chiaro: la prospettiva di un Data Center sul territorio non è uno slogan… ma il frutto di un lavoro normativo serio e coerente, che ha creato finalmente le condizioni per arrivare a questo traguardo.
Un Data Center con i massimi standard di qualità a San Marino significa sovranità digitale, tutela dei dati, sicurezza per cittadini e imprese… Significa sviluppo tecnologico di un nuovo livello, servizi fiduciari avanzati, attrazione di investimenti, competenze e professionalità qualificate. Significa porre le basi perché il 2026 possa essere un anno di vera svolta per il Paese.
Su questo punto mi rivolgo anche alle altre forze politiche in particolare a Domani–Motus Liberi. Se ci si definisce davvero nazionalisti, allora si dovrebbe guardare con favore a tutto ciò che tutela la sovranità digitale, che mantiene il valore aggiunto sul territorio, che stimola le aziende sammarinesi e che attira competenze e professionalità nel Paese.
Reti e Data Center non sono un tema ideologico sono infrastrutture di indipendenza. Sono la base su cui costruire una nuova economia sammarinese, capace di crescere anche grazie all’interoperabilità che potrà consolidarsi con l’Accordo di Associazione.
Come diceva Luigi Sturzo “la libertà non è improvvisazione, è responsabilità organizzata”. E come ricordava Alcide De Gasperi “le istituzioni non servono a gestire il presente, ma a rendere possibile il futuro”.
Oggi, gli interventi che rafforzano la Sovranità Digitale rafforzano la nostra libertà se governata con visione, competenza e senso dello Stato. Un mezzo per creare lavoro di qualità, servizi migliori, opportunità per i giovani una pubblica amministrazione più efficiente e un Paese più forte. Tutti valori che il PDCS sta portando avanti con decisione.
William Casali – PDCS
