Oscar Mina: Una riforma equilibrata per una cittadinanza più moderna e coerente

18/02/2026

Intervengo per fare alcune considerazioni di carattere generale sul tema, innanzitutto, va subito precisato che questo progetto di legge, scaturisce a seguito dell’accoglimento di una istanza d’Arengo da parte del Consiglio Grande e Generale, che si colloca all’interno di un contesto circoscritto ad un quesito molto preciso, ovvero nell’ambito dell’acquisizione cittadinanza per naturalizzazione, rinviando a una fase successiva l’elaborazione di una riforma organica complessiva che possa disciplinare l’intera materia della cittadinanza stessa.
Questo progetto di legge dicevo, ha un particolare rilievo civile ed istituzionale, in un ambito nel quale da tempo si è determinata una stratificazione di normative non sempre di immediata comprensione. Ed è proprio per questa precisa ragione che, ogni intervento legislativo in tale ambito ha richiesto un approccio molto prudente e responsabile, per tenere insieme sensibilità culturali e politiche differenti.
In Commissione Consiliare Permanente I, durante la disamina del provvedimento, si è articolato un dibattito che ha evidenziato come la materia della cittadinanza abbia suscitato posizioni differenti e talvolta anche trasversali alle varie forze politiche, il che significa avere un approccio talvolta non solo in senso ideale, in cui partecipazione, appartenenza, uguaglianza, responsabilità verso la comunità ma anche una condizione concreta, giuridica e sociale.
Infatti vorrei evidenziare come nella Commissione preposta a cui è stato assegnato questo pdl, sia da mettere in evidenza il fatto che, nella votazione finale, su questo progetto di legge approvato non vi siano stati voti contrari, …che comunque conferma una modalità di confronto intenso ma direi anche costruttivo, in particolare nel ricercare soluzioni equilibrate e condivisibili. Come del resto, sono state le astensioni registrate che di fatto non hanno rappresentato una contestazione o contrarietà nel merito, ma sicuramente uno stimolo a proseguire il percorso di approfondimento in un ottica di revisione organica di tutta la materia cittadinanza.
La finalità principale del progetto di legge è stata quella di intervenire su una previsione normativa senza discriminazioni, e soprattutto senza indebolire il valore della cittadinanza sammarinese. In particolare, l’intervento si è concentrato sul superamento dell’obbligo di rinuncia alla cittadinanza d’origine per coloro che acquisiscono la cittadinanza della Repubblica di San Marino per naturalizzazione, come previsto dalle modifiche introdotte nel 2000 con la Legge del 30 novembre n.114, e nell’articolo 2 del presente progetto di legge. Una impostazione, che appariva sempre meno coerente con l’evoluzione dei contesti sociali e con la crescente mobilità delle persone, e con una realtà internazionale nella quale la pluralità di cittadinanze è ampiamente riconosciuta. Del resto va detto che nella Rep. di San Marino la presenza di cittadini con più cittadinanze è un dato consolidato da tempo, che non pare abbia determinato un indebolimento della nostra identità nazionale, di comunità, ma nemmeno nell’ambito della coesione istituzionale e sociale.
Di fatto, va detto che nell’obbligo di rinuncia si era tradotto in alcuni casi in un ostacolo oggettivo all’acquisizione della cittadinanza per naturalizzazione, non certo per una mancanza di volontà di integrazione, ma soprattutto per la presenza di alcuni ordinamenti stranieri che non autorizzavano la rinuncia alla cittadinanza d’origine. Questo pdl, va di fatto a rimuovere questa criticità, intervenendo in modo puntuale sulla disciplina della naturalizzazione nel ridefire i presupposti dell’accesso alla cittadinanza senza imporre la rinuncia ad altre cittadinanze possedute.
Il superamento di questo aspetto relativo all’obbligo di rinuncia, non si configura come una rinuncia ai ns. valori identitari della Repubblica, ma a riconoscere che il senso di appartenenza e la fedeltà alle istituzioni derivano bensì dalla partecipazione consapevole alla vita del Paese e dall’adesione ai suoi principi fondamentali; introducendo requisiti aggiuntivi volti a rafforzare la dimensione civica della cittadinanza per naturalizzazione, come l’accertamento della conoscenza della lingua italiana, della storia e delle ns. istituzioni, quale condizione per l’acquisizione della cittadinanza.
Dall’altro, questo provvedimento, va a disciplinare separatamente, con la stessa norma transitoria, la posizione dei cittadini naturalizzati che siano stati cancellati dai registri della cittadinanza nei ventiquattro mesi precedenti l’entrata in vigore della presente legge, prevedendo la possibilità di reinserimento nei registri della cittadinanza sammarinese su richiesta dell’interessato e a condizione che lo stesso risulti residente al momento della domanda, secondo quanto stabilito dalla norma.
Concludo questo mio intervento, con un auspicio che, questo progetto di legge si possa inserire a pieno titolo in una prospettiva di riforma molto più ampia ed organica, in conformità all’Ordine del Giorno che è stato approvato in commissione lo scorso mese di dicembre, in cui il Consiglio impegna il Governo ad avviare un percorso di confronto e approfondimento finalizzato alla redazione di un Testo Unico in materia di cittadinanza, tenendo conto dei principi costituzionali , degli obblighi internazionali e delle migliori pratiche ed analisi comparate relative a modalità di acquisizione estera da parte dei cittadini sammarinesi ed allo status e ai diritti dei cittadini con più cittadinanze.

 

Oscar Mina – Consigliere PDCS