Intervengo per esprimere il mio sostegno a questo insieme di emendamenti, perché ritengo che il tema che stiamo affrontando non sia semplicemente quello di modificare alcune norme del Regolamento del Consiglio Grande e Generale, ma quello, più generale, di rendere il nostro Parlamento più efficace, più ordinato e, allo stesso tempo, più trasparente.
Il Regolamento è lo strumento attraverso il quale il Consiglio esercita concretamente le proprie funzioni. Per questo deve essere capace di garantire due esigenze che non devono essere contrapposte: da una parte la piena possibilità di confronto e di espressione delle forze politiche; dall’altra la necessità che i lavori consiliari abbiano tempi, procedure e responsabilità chiare. È proprio in questo equilibrio che, a mio avviso, si collocano positivamente gli emendamenti che oggi siamo chiamati a valutare.
Partirei dalla questione dell’ammissibilità degli emendamenti. L’obiettivo di avere regole più chiare sui requisiti formali e contenutistici degli emendamenti è importante per garantire che il confronto parlamentare avvenga nel rispetto delle regole e della coerenza dell’iter legislativo. La proposta prevede, tra l’altro, verifiche relative al riferimento normativo, alla reale portata modificativa, alla non estraneità della materia e, quando necessario, alla copertura finanziaria.
Non significa limitare il diritto del Consigliere di proporre modifiche. Significa, al contrario, dare maggiore certezza al procedimento e fare in modo che ogni proposta emendativa possa essere esaminata secondo criteri conoscibili e omogenei.
Un secondo aspetto riguarda la gestione dei tempi e dell’organizzazione dei lavori. Anche qui credo che dobbiamo avere un approccio pragmatico. Il tempo del Consiglio è un bene istituzionale. Deve essere utilizzato per discutere, approfondire e assumere decisioni, non per consentire che il procedimento possa dilatarsi indefinitamente.
La proposta di introdurre una disciplina sulla limitazione della durata dell’esame dell’articolato va proprio nella direzione di evitare situazioni di stallo, prevedendo una procedura specifica quando l’esame si prolunghi oltre determinati limiti. Naturalmente, proprio perché si tratta di una materia delicata, è importante che questi strumenti siano utilizzati con equilibrio e nel rispetto delle prerogative delle minoranze.
Ma efficienza e democrazia non sono concetti alternativi. Un Parlamento è tanto più autorevole quanto più riesce a garantire contemporaneamente il diritto al confronto e la capacità di arrivare alle decisioni.
Ritengo poi particolarmente significativo l’intervento sulla seconda lettura e sulla disciplina degli emendamenti. La previsione di circoscrivere la presentazione di nuovi emendamenti, lasciando comunque alcune precise possibilità per esigenze di coordinamento, correzioni tecniche, armonizzazione o nei casi previsti dal Regolamento, cerca di evitare che il procedimento legislativo perda il proprio ordine naturale.
Anche questo è un principio di buona amministrazione parlamentare: arrivare alla seconda lettura con un testo il più possibile definito, consentendo comunque gli interventi necessari per correggere o migliorare il provvedimento.
Un altro elemento che considero importante è quello relativo alla trasparenza. L’emendamento sull’articolo 62 prevede la trasmissione in diretta streaming delle sedute pubbliche del Consiglio e delle Commissioni, oltre a specifiche possibilità di trasmissione radiofonica delle sedute delle Commissioni.
Credo che questo sia un passaggio coerente con l’evoluzione del rapporto tra istituzioni e cittadini. La trasparenza non è soltanto mettere a disposizione un verbale o un documento. È consentire ai cittadini di seguire direttamente il lavoro delle istituzioni, conoscere il confronto, comprendere come vengono assunte le decisioni.
Molto interessante è anche la proposta relativa ai membri supplenti delle Commissioni Consiliari Permanenti. L’obiettivo dichiarato è garantire continuità alla partecipazione dei Gruppi e delle Liste ai lavori delle Commissioni. Il supplente interviene in caso di assenza o impedimento temporaneo del membro effettivo, esercitando, per la durata della sostituzione, le relative prerogative, compreso il diritto di parola e di voto.
È una soluzione che può contribuire a rendere più funzionale il lavoro delle Commissioni, che rappresentano una parte fondamentale dell’attività legislativa e di controllo del Consiglio.
Infine, vorrei sottolineare l’importanza dell’emendamento relativo al recepimento della normativa dell’Unione Europea. La proposta prevede che entro il 31 dicembre di ogni anno il Consiglio approvi una legge che individui le normative europee da recepire nell’anno successivo, indicando anche gli strumenti normativi e il relativo iter.
Mi sembra un’impostazione particolarmente utile anche alla luce degli impegni che San Marino sta assumendo nel percorso di Associazione con l’Unione Europea. Avere una programmazione preventiva significa poter affrontare il recepimento con maggiore ordine, evitando di arrivare sempre all’ultimo momento e permettendo al Consiglio di conoscere in anticipo il quadro degli interventi normativi che sarà chiamato ad affrontare.
E considero positiva anche la previsione di una verifica dopo diciotto mesi dall’entrata in vigore della legge, attraverso una relazione dell’Ufficio di Presidenza, sentiti i Presidenti e i Vice Presidenti delle Commissioni. È una clausola di verifica che considero molto importante: nessuna riforma regolamentare deve essere considerata immutabile. Bisogna avere il coraggio di sperimentare, ma anche l’umiltà istituzionale di verificare, sulla base dell’esperienza concreta, ciò che funziona e ciò che eventualmente deve essere corretto.
Per queste ragioni ritengo che gli emendamenti in esame possano rappresentare un passo avanti verso un Consiglio più moderno, più organizzato e più trasparente. Con una precisazione che considero fondamentale: migliorare il funzionamento dell’istituzione non significa comprimere il confronto politico. Al contrario, significa creare le condizioni perché il confronto sia più ordinato, più comprensibile e più produttivo.
Per questo annuncio il mio sostegno agli emendamenti e auspico che il loro esame possa contribuire a rafforzare non soltanto il nostro Regolamento, ma l’autorevolezza e l’efficienza dell’istituzione consiliare nel suo complesso.
Oscar Mina, Consigliere PDCS
