OSCAR MINA: Cessare gli schieramenti politici e sociali nell’interesse collettivo della cittadinanza

19/01/2022

Intervengo su questo comma per esprimere alcune considerazioni di carattere generale in merito alla questione che vede in evidenza i vari Decreti Covid che in questi ultimi giorni ha visto tutte le forze politiche di maggioranza confrontarsi sulle nuove disposizioni da adottare sul nuovo ed ennesimo decreto, che secondo alcuni pare non abbia sortito gli effetti sperati e che in sostanza non abbia accontentato nessuno.

Mi sembra altresì assurdo e paradossale definire questo aspetto l’ennesimo fallimento delle decisioni politiche intraprese in tema sanitario dal Governo da questa maggioranza, e ciò che mi preme evidenziare è che purtroppo spesso si tende a confondere differenze di vedute ideologiche con la reale situazione di pandemia ancora in corso e soprattutto il lavoro prodotto e tutti i provvedimenti adottati a supporto del comparto  medico-infermieristico sanitario  e della struttura ospedaliera che mi pare abbia in questo momento la necessità di essere sostenuta nell’importante lavoro che sta svolgendo per contrastare questa ondata di ulteriori contagi.

Dico questo perché per molti la politica ed in particolare per i membri della minoranza e non solo, che ci accusa di non avere preso la situazione in maniera seria, di essere stati in forte contrasto sulle decisioni che erano state proposte dalla Segreteria alla sanità, ecc … , devo dire che il confronto c’è stato e diverse sono state le posizioni politiche espresse, ed in egual misura sono state messe in evidenza certamente le esigenze sanitaria ma anche quali sarebbero state le conseguenze nel caso di un lockdown generalizzato, perplessità evidente sono emerse in particolare sull’aspetto della mobilità interna, e delle ripercussioni in ambito sociale ed economico che lo Stato non può assolutamente permettersi; ovviamente questo potrebbe contrastare con le evidenze medico scientifiche e la salvaguardia dell’operatività dell’ospedale; ma va anche detto e sottolineato che si è puntato tantissimo sulla vaccinazione, ovvero è stato improntata una campagna vaccinale  che sta procedendo a pieno ritmo con una capacità di azione molto elevata nell’ordine di circa 1000 vaccinazioni al giorno, e credo che questo lascia ben sperare che si possa superare presto anche questa fase ancora molto difficile dovuta alla contagiosità di Omicron e alla presenza ancora attiva della variante Delta che purtroppo porta ancora tanta gente in ospedale.

Non credo nemmeno che “la partita misure anti-Covid” se cosi la vogliamo definire, si possa giocare a suon di differenze di vedute e tatticismi politici esasperati, ma va interpretata a ragion veduta ovvero tenendo in considerazione tutte le prerogative medico-scientifiche, ed è solamente la responsabilità della politica che è in gioco e che deve decidere in un verso o in un altro a salvaguardia della tutela della salute pubblica, e questa è l’unica tattica attuabile.

L’imperativo ora resta solo quello di ritornare alla normalità lasciando la contrapposizione ideologica  a chi la vuole interpretare in tal senso e guardare all’interesse generale e della cittadinanza.

Certamente la discriminante resta, ovvero sul tema di chi per scelta, rispettabilissima per carità, decide di non vaccinarsi, in tal senso crediamo che i fatti dimostrano però che anche in tale area vi sono delle differenziazioni, tra chi è scettico, chi teme il vaccino, chi ha convinzioni ulteriori di contrasto al vaccino, ecc … , e quindi questo purtroppo lascia presagire che solo le estremizzazioni resteranno fuori dalle immunizzazioni ; questa è la triste realtà che viene confermata ogni giorno dai dati di contagio sulle persone non vaccinate, sulle quali non voglio discriminare la scelta propria del rifiuto al vaccino, ma va ancora una volta sottolineato che sta elevando il rischio pericolosamente.

L’adesione alla vaccinazione al momento, a mio avviso, più che definirla una necessità, mi verrebbe da menzionare invece il principio dell’obbligatorietà, ma valutarlo più come un atto morale verso chi è maggiormente esposto come lo sono le persone anziane ed i soggetti più deboli, ma soprattutto verso tutti quei cittadini che si sono vaccinati e che hanno garantito in tutti i sensi verso quelle persone che hanno fatto una scelta diversa, che ripeto rispetto ma che non condivido nella maniera più assoluta.

Voglio ricordare che a tal proposito, anche un organismo che ritengo importante e soprattutto opportuno che abbia espresso un parere in tal senso come il Comitato Nazionale di Bioetica che,  nella sua recente pubblicazione del 2021, ha definito l’adesione alla vaccinazione “un obbligo morale” verso tutta la nostra comunità, e questo a mio avviso è un importante segnale di un organismo che ha la funzione e l’esperienza necessaria per valutare gli aspetti etici e scientifici-metodologici delle tematiche che coinvolgono la riflessione bioetica, allineandosi ai principi sanciti dalle convenzioni internazionali in materia di bioetica, di supporto al Governo ed al Consiglio Grande e Generale nelle decisioni stesse verso la tutela della salute pubblica.

Non voglio addentrarmi su questo binario e dilungarmi sulla questione pro vaccinazione e contrari, ma evidenziare che il senso di responsabilità ed il buon senso dovrebbe prevalere come principio di tutela del prossimo e dell’intera collettività.

In conclusione, al di là dei particolarismi e di tutto ciò che è emerso in questo dibattito, ci auspichiamo che l’emergenza rientri al più presto, che il virus si indebolisca e che diventi endemico a tutti gli effetti, e che le misure “restringenti e discriminatorie” come qualcuno le ha definite , non ci siano più, e che cessino anche gli schieramenti politici e sociali, facendo prevalere invece, come ho più volte ribadito, la responsabilità sociale e collettiva da parte di tutti indistintamente; questo è l’auspicio a questo punto che dovrebbe emergere come prerogativa principale, tutto il resto mi sembra più una guerra politica sterile e priva di sostanza.

Lo ripeto dobbiamo tutti, la politica in primis,  cercare soluzioni condivise sostenibili eliminando ogni forma di diseguaglianza, a tutela di tutti i nostri concittadini indistintamente in un ottica di protezione indiscriminata rispetto a questa Pandemia non ancora debellata.