Dal recente dibattito sul cosi detto “Piano parallelo”, era emerso nella stessa nota del Dirigente del Tribunale dott. Canzio, una affermazione in cui si paventava e leggo testualmente: …”il supporto di vari personaggi politici, associazioni private e uomini d’affari, Autorità sammarinesi a una trattativa con i prevenuti, … ecc “ , ovvero delle presunte responsabilità politiche e amministrative legate alla vicenda stessa che ha messo in evidenza nelle rilevanze giuridiche, in qualche modo anche la politica.
In quel dibattito, dicevo, la questione conseguente che emerse, fu proprio quella di istituire una Commissione D’inchiesta ; aspetto di non poco conto che sancisce di chiedere alla politica di accertare i fatti ed eventuali circostanze in cui sia stata chiamata in causa; che si tradusse di fatto in una volontà comune, attraverso il deposito di questi 3 Progetti di Legge.
La volontà di fare piena luce sui fatti e sulle eventuali responsabilità, ma con il rispetto delle procedure e dei tempi previsti dal nostro ordinamento, e confermando la piena fiducia nell’operato del ns. Tribunale per riaffermare che la verità su ciò che è accaduto, deve maturare in primo luogo in quella sede.
In merito all’istituzione di una Commissione d’Inchiesta, tale aspetto ha sempre trovato la Democrazia Cristiana favorevole, ed è stato chiarita l’opportunità del suo avvio al termine della fase istruttoria dei procedimenti giudiziari attualmente in corso così da evitare sovrapposizioni, interferenze e letture distorsive, rispettando la distinzione tra piani giudiziario e piano politico.
La scelta quindi di presentare un progetto di legge che risponda all’esigenza di dotare la Commissione degli strumenti più adeguati e incisivi per svolgere fino in fondo il proprio compito, e ricercare la verità senza creare alcuna sovrapposizione con il lavoro dell’autorità giudiziaria.
L’intento, è quello di consolidare le garanzie istituzionali. La maggioranza, attraverso questo PDL, intende rafforzare i presidi di tutela delle istituzioni, scelte coerenti nella forma e nella sostanza, il tutto affinché non possa essere messa in discussione la tenuta democratica, la credibilità, la reputazione e la solidità delle istituzioni della nostra Repubblica, ma forte sul piano giuridico ed efficace sul piano sostanziale.
Di fatto, vogliamo rimarcare che il punto centrale è che la commissione d’inchiesta venga effettivamente istituita e che, abbia poteri di indagine specifico, molto ampi, e se vogliamo paragonabili a quelli di un magistrato inquirente.
D’altronde credo che di fronte a fatti cosi eclatanti, e degli effetti prodotti e che potrebbe ancora produrre sul nostro sistema bancario e finanziario, non poteva non emergere questa volontà comune di accertare se vi siano state eventuali interferenze e/o responsabilità politiche nelle procedure di approccio e tentata vendita delle quote dell’Ente Cassa di Faetano.
La ns. risposta quindi, quella politica, deve essere coerente con la ns. tradizione di legalità, equilibrio, trasparenza e soprattutto unità istituzionale, per affrontare la vicenda attraverso quindi la Commissione d’Inchiesta, con cognizione di causa e responsabilità, nella tutela dell’interesse generale dello Stato e dei ns. cittadini.
Consigliere PDCS Oscar Mina
