Premesso che l’istituzione della Commissione consiliare speciale per le riforme istituzionali non rappresenta un semplice adempimento politico, ma una scelta di responsabilità verso il Paese.
Oggi affrontiamo quindi un tema di grande importanza per il futuro del nostro Paese: il primo reso conto del lavoro della Commissione consiliare speciale per le riforme istituzionali.
Le riforme istituzionali non devono essere considerate un semplice esercizio tecnico o una questione riservata agli addetti ai lavori. Esse rappresentano un passaggio fondamentale per rafforzare la qualità della nostra democrazia, migliorare il funzionamento delle istituzioni e rendere il nostro sistema più efficiente, trasparente e capace di rispondere alle sfide del presente e del futuro.
La nostra Repubblica si trova in una fase storica particolarmente importante. Le sfide internazionali, il percorso di integrazione europea, la crescente complessità dei processi decisionali e le aspettative dei cittadini ci impongono di riflettere sulla capacità delle nostre istituzioni di essere efficaci, moderne e adeguate ai tempi.
Non si tratta di mettere in discussione la nostra storia o i nostri principi fondanti. Al contrario, si tratta di rafforzarli.
Le istituzioni sammarinesi hanno dimostrato nei secoli una straordinaria capacità di adattamento. Oggi siamo chiamati a fare un ulteriore passo avanti.
Come maggioranza, riteniamo che questo percorso debba essere affrontato con spirito costruttivo, senza pregiudizi e senza la tentazione di utilizzare le riforme come terreno di scontro politico.
Le regole democratiche devono essere pensate per il bene della Repubblica e non per la convenienza del momento.
A partire dalla legge elettorale.
I cittadini chiedono stabilità, chiarezza e governi in grado di programmare e realizzare le politiche necessarie allo sviluppo del Paese. Dobbiamo valutare strumenti che favoriscano una maggiore coerenza tra il voto espresso dagli elettori e la capacità di governo, limitando fenomeni di eccessiva frammentazione e rafforzando la responsabilità politica di chi viene eletto.
Allo stesso tempo, dobbiamo aprire una riflessione seria sull’introduzione di meccanismi di sfiducia costruttiva, che consentano di garantire continuità istituzionale e stabilità, evitando crisi prolungate e periodi di incertezza che finiscono per penalizzare il Paese.
Anche il referendum merita una riflessione approfondita.
Rappresenta uno strumento fondamentale di democrazia diretta, che va preservato e valorizzato. Tuttavia, è opportuno verificare se alcune procedure possano essere aggiornate per renderlo più efficace, più chiaro e maggiormente integrato nel processo democratico complessivo.
Dobbiamo poi intervenire sul funzionamento del Consiglio Grande e Generale.
L’obiettivo deve essere quello di rendere il lavoro consiliare più efficiente, più ordinato e più comprensibile ai cittadini. Programmazione dei lavori, tempi certi, digitalizzazione dei processi e maggiore valorizzazione dell’attività delle Commissioni possono contribuire a migliorare la qualità della produzione legislativa.
Un altro tema centrale è il rafforzamento della separazione dei poteri.
Una democrazia matura si fonda sull’equilibrio e sul reciproco rispetto tra i diversi poteri dello Stato. Non dobbiamo alimentare contrapposizioni, ma definire con maggiore chiarezza ruoli, responsabilità e competenze, consolidando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
In questo percorso non possiamo ignorare il contesto internazionale.
Il negoziato per l’Accordo di Associazione con l’Unione Europea richiederà istituzioni sempre più efficienti, trasparenti e capaci di assumere decisioni in tempi adeguati. Non perché ci venga imposto dall’esterno, ma perché è nell’interesse stesso di San Marino rafforzare la propria capacità amministrativa e decisionale.
La nostra sovranità non si difende restando immobili; si difende rendendo il nostro sistema istituzionale più forte, più moderno e più credibile.
Per questo motivo la Commissione speciale dovrà lavorare con metodo, coinvolgendo tutte le forze politiche e ricercando il più ampio consenso possibile.
Le riforme istituzionali non devono essere la vittoria di qualcuno, ma il patrimonio di tutti.
Abbiamo una responsabilità che va oltre questa legislatura: consegnare alle future generazioni una Repubblica più solida, più stabile e più preparata ad affrontare il futuro.
Perché rafforzare le istituzioni significa rafforzare la fiducia dei cittadini e costruire il futuro della nostra Repubblica. Il successo di questa Commissione non sarà misurato dalla quantità delle modifiche proposte, ma dalla loro qualità, dalla loro sostenibilità nel tempo e dalla capacità di costruire un consenso ampio e duraturo.
Abbiamo una responsabilità importante: lasciare alle future generazioni istituzioni più solide, più moderne e più vicine ai cittadini, senza perdere l’identità che rende unica la nostra Repubblica.
Con questo spirito, auspico che il lavoro della Commissione possa procedere con determinazione, apertura e senso dello Stato, mettendo sempre al centro l’interesse generale del Paese.
Perché rafforzare le istituzioni significa rafforzare la fiducia dei cittadini e, in definitiva, rafforzare il futuro di San Marino.
Dobbiamo inoltre guardare alle nuove sfide che il nostro Paese sta affrontando: l’evoluzione del contesto internazionale, la trasformazione digitale, la necessità di rendere la pubblica amministrazione sempre più moderna ed efficiente e la crescente esigenza di rafforzare la credibilità delle istituzioni.
Le riforme istituzionali non devono essere un punto di arrivo, ma un percorso di miglioramento continuo.
Per raggiungere questo obiettivo sarà indispensabile un metodo basato sulla condivisione, sul rispetto reciproco e sulla capacità di trovare punti di incontro anche tra posizioni differenti.
