Inchiesta BSM: rispetto delle istituzioni e prudenza politica

17/02/2026

Dopo avere ascoltato i vari riferimento del Governo in merito a questa vicenda, vorrei a mia volta fare alcune considerazioni di carattere generale senza entrare nel merito di aspetti di cui non ho contezza e nemmeno competenza.

Le vicende relative alla procedura di cessione a una società estera della partecipazione di maggioranza della Banca di San Marino s.p.a. da parte di Ente Cassa Faetano, oltre agli arresti con ipotesi di reati quali, corruzione, amministrazione infedele e riciclaggio già emerse, dalle recenti dichiarazioni del dirigente del ns. Tribunale, dott. Giovanni Canzio, in una nota relativa alle indagini in corso dello stesso, pare stiano assumendo una dimensione molto più vasta ed invasiva nel paese, infatti si parla di un “piano parallelo messo concretamente in opera tale da ostacolare la conclusione positiva del percorso di associazione della Repubblica con l’Unione Europea.” Ovvero un piano volto a condizionare le Autorità sammarinesi e a delegittimare il Paese sul piano internazionale, suscitando sia sul piano istituzionale e giuridico, che politico al tempo stesso, enorme scalpore.

Notizie preoccupanti, che evocano presunti tentativi di condizionamento delle autorità della Repubblica, paventando addirittura l’ipotesi di attentato all’integrità dello Stato che, credo debbano imporre a quest’Aula una riflessione seria, misurata e istituzionalmente responsabile.

Lo dico perchè, quando si parla di ipotesi di reato, come, attentato contro la integrità e la libertà della Repubblica di San Marino, b) attentato contro la libertà dei poteri pubblici, c) e minaccia contro l’autorità (in questo caso il Governo), si chiamano in causa i fondamenti stessi del nostro ordinamento costituzionale: la sovranità della Repubblica, la separazione dei poteri, l’indipendenza della magistratura e la libertà delle istituzioni democratiche.

Proprio per questo motivo, il primo dovere che ci compete in questo dibattito è quello della prudenza politico istituzionale. In uno Stato di diritto, l’accertamento dei fatti e delle eventuali responsabilità spetta esclusivamente all’autorità giudiziaria, che opera in piena autonomia e indipendenza. Ogni valutazione quindi politica non può né deve sostituirsi al percorso giudiziario, né anticiparne le conclusioni…..

Al contempo è vero anche, che non possiamo ignorare l’impatto che simili notizie producono sul clima politico ed istituzionale interno e sull’immagine internazionale del nostro Paese, specie in una fase particolarmente significativa per la Repubblica, caratterizzata dal dialogo e dal confronto con l’Unione Europea ed aggiungerei anche con i nostri partner internazionali.

A mio avviso credo sia dunque necessario riaffermare con chiarezza alcuni principi, in cui va ribadito che le istituzioni della Repubblica funzionano regolarmente, e che non vi è alcuna sospensione, né compressione delle prerogative costituzionali dei poteri pubblici.

Che La magistratura opera in piena libertà e autonomia, senza condizionamenti e nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento.

Ed infine che La dialettica politica, di confronto sia un elemento fisiologico della democrazia, ma non può essere confusa con interferenze o attentati istituzionali in assenza di accertamenti oggettivi.

Se dovessero emergere elementi concreti che configurino condotte illecite volte a condizionare le istituzioni o a delegittimare la Repubblica, lo Stato reagirà con fermezza attraverso gli strumenti previsti dalla legge. Ma la forza della nostra democrazia risiede proprio nel rispetto delle procedure, nella verifica dei fatti e nella proporzionalità delle risposte.

È altresì fondamentale dicevo, evitare che il dibattito politico e pubblico si trasformi in un terreno di delegittimazione reciproca o di allarme generalizzato. La stabilità istituzionale è un bene comune, che appartiene sia alla maggioranza che all’opposizione.

In questa sede, dunque, credo sia opportuno riaffermare:

  • il rispetto rigoroso della separazione dei poteri;
  • la tutela dell’onorabilità delle istituzioni;
  • la responsabilità collettiva nel preservare la credibilità internazionale della Repubblica.

La ns. risposta quella politica, deve essere quindi coerente con la ns. tradizione di legalità, equilibrio, trasparenza e soprattutto unità istituzionale.

In questo consesso, di cui facciamo parte, il Consiglio Grande e Generale, quale supremo organo rappresentativo della volontà popolare, abbiamo il dovere di affrontare la questione con senso dello Stato, evitando sia minimizzazioni superficiali sia amplificazioni non fondate.

La Repubblica non si difende con le parole più forti, ma con il funzionamento regolare delle ns. istituzioni. Ed è su questo terreno che dobbiamo restare: quello della responsabilità, della verità dei fatti e della tutela dell’interesse generale. San Marino ha sempre difeso la propria libertà e indipendenza con legalità, coesione istituzionale e trasparenza.

Anche oggi, in questo dibattito, la risposta più efficace non sta nelle parole forti o nelle strumentalizzazioni politiche, ma nella forza delle istituzioni, nel rispetto delle procedure e nella responsabilità istituzionale collettiva.

Solo così possiamo garantire stabilità interna, fiducia dei cittadini e credibilità internazionale, continuando a onorare la tradizione democratica della Repubblica

In conclusione, penso che, il Congresso di Stato insieme all’Eccellentissima Camera, nel costituirsi parte civile, abbia agito in maniera determinante avviando quindi una valutazione approfondita delle iniziative più idonee da intraprendere, in cui lo Stato, nelle sue istituzioni di vertice – Tribunale, Banca Centrale e Congresso di Stato – è sicuramente parte lesa, …proprio per tutelare l’interesse pubblico e l’assetto istituzionale della Repubblica di San Marino, in particolare  in un questa  fase cruciale per San Marino, impegnata appunto nel percorso verso l’Unione Europea, che proprio in questi ultimi giorni, ha visto la recente votazione al Parlamento europeo, della risoluzione sull’accordo di associazione di San Marino e Andorra, con 552 voti favorevoli, in cui è emerso un segnale politico di straordinaria chiarezza, che sancisce di fatto, la validità del percorso intrapreso e la solidità dei legami che uniscono la nostra Repubblica ai valori fondanti del progetto europeo.
Questo passaggio, rappresenta una tappa di fondamentale importanza, che il Governo e la maggioranza accoglie come il riconoscimento ufficiale di un impegno costante e rigoroso, nell’allineamento alla politica estera e nella condivisione dei principi democratici; auspico quindi che questa deplorevole vicenda che stiamo dibattendo, si concluda sotto tutti i punti vista, giudiziario, istituzionale e politico, ma scevra da strumentalizzazioni e dinamiche inaccettabile che, da contenziosi finanziari o procedure di vigilanza bancaria vengano strumentalizzati per esercitare indebite pressioni politiche sulle istituzioni della Repubblica, perché sono proprio loro nel loro insieme, le vere vittime di questo vile e deplorevole attacco allo stato.

Oscar Mina, Consigliere PDCS