Il nostro cittadino libero di circolare in Europa

L’intenzione politica di completare il lavoro sull’identità digitale europea e le firme elettroniche iniziato nella passata legislatura

a cura del Gruppo di lavoro sull’Agenda Digitale del PDCS

In un’epoca in cui la carta d’identità elettronica diventa sempre meno cartacea e sempre più elettronica, il PDCS non si è sottratto dall’analizzare per tempo gli standard tecnici e la normativa europea correlata all’adozione dell’identità digitale europea.

L’identità digitale, che tutti i paesi membri dovranno adottare entro il 21 maggio 2026, farà parte della vita quotidiana di ogni cittadino europeo e si propone di diventare il sistema di accesso ad Internet più utilizzato e più sicuro.

Per questo il PDCS, assumendo tradizionalmente la responsabilità di governo, non promette viaggi sulla luna ma, al contrario, cerca di essere lungimirante sulle imminenti esigenze del cittadino sammarinese in Europa. Ed il libero accesso ai servizi europei passa proprio dall’identità digitale.

Nel concreto, che cosa sarà l’identità digitale europea?

L’identità digitale europea sarà un’app per smartphone.

Come funzionerà questa app?

L’app avrà la duplice funzione di autorizzare l’accesso ai siti a cui siamo registrati, come ad esempio il portale PA, oppure, dietro nostro consenso, trasmettere i nostri dati alle autorità o alle aziende autorizzate.

Un esempio pratico?

In caso di controllo stradale da parte, ad esempio, della Polizia Civile non sarà più necessario mostrare la patente cartacea ma basterà semplicemente avvicinare il proprio smartphone al dispositivo in dotazione all’agente per trasmettere in via certificata gli estremi del nostro documento.

L’identità digitale europea sostituirà anche la carta d’identità?

Al momento non è previsto, ma poiché il termine tecnico dell’identità digitale europea è “portafoglio delle identità digitali” è presumibile che in futuro potrà includere anche la carta d’identità.

Come cittadino sammarinese potrò circolare liberamente senza documenti cartacei?

Sì. L’obiettivo è questo.

Ma non solo, tutti i servizi europei diventeranno accessibili tramite l’identità digitale. Quindi ci si potrà iscrivere alle università europee oppure aprire conti bancari all’estero senza presentare alcun foglio di carta perché tutte le procedure tecniche verranno gestite dal sistema integrato dell’identità digitale. A noi verrà richiesto semplicemente di autorizzare le operazioni.

Da quanto potrò farlo?

Il regolamento europeo sull’identità digitale (Regolamento UE 2024/1183) diventerà esecutivo dal 21 maggio 2026.

Quando mi costerà?

È difficile prevederlo, ma il regolamento europeo al Considerata 11 consiglia il pagamento di una tantum.

Ci si aspetta quindi che l’identità digitale europea abbia costi paragonabili a quelli del rilascio della carta d’identità.

Perché tutto questo interesse da parte del Gruppo di lavoro sull’Agenda Digitale?

L’identità digitale europea condizionerà pesantemente la libertà del cittadino sammarinese all’interno dell’Unione Europea.

Un ritardo nella sua adozione comporterà inevitabilmente una serie di vincoli sul fronte del turismo, dell’istruzione ed in particolare sull’accesso ai servizi europei non solo pubblici ma anche commerciali (es. possibilità di acquisto sui siti di e-commerce).

Inoltre è presumibile che l’Unione Europa imporrà alle Big Tech l’inclusione di questa identità digitale tra i loro sistemi di accesso. In questo modo verranno subito debellati i furti d’identità e, a tendere, verranno sconfitte le figure dell’hater e del ghost writer sui social network. Infatti è scontato che all’utente autenticato con l’identità digitale europea verrà pubblicamente assegnato un contrassegno distintivo per garantirgli maggiore credibilità.

Quali rischi corre San Marino nell’adozione dell’identità digitale europea?

Il rischio principale è il disinteresse sull’argomento da parte della cittadinanza.

Il Gruppo di lavoro sull’Agenda Digitale del PDCS non si pone l’obiettivo di portare il cittadino sulla Luna, ma si interessa concretamente alle esigenze quotidiane del domani con il fine di preservare l’inclusione e il benessere dell’intera collettività.

In particolare il disinteresse popolare su questo specifico argomento potrebbe replicare un nuovo caso tNotice, dove la presenza di un unico fornitore, per altro italiano, minerà lo sviluppo digitale del Paese.

Riguardo a casi del genere è bene ricordare che il Considerata 48 del nuovo regolamento europeo mette in guardia gli stati membri dall’adottare soluzioni vendor lock-in, cioè prodotti software il cui sviluppo è curato esclusivamente dal produttore, perché ogni singola variazione o integrazione sarà sempre soggetta alle proiezioni del profitto economico indipendentemente dalla pubblica utilità.

Il Gruppo di lavoro sull’Agenda Digitale si batterà contro i soliti marpioni nostrani che, attraverso il proprio traffico di influenze, puntano alla circonvenzione dell’elettorato per occuparsi di temi in cui non hanno competenza ma dai quali possono trarre un vantaggio personale.

Fortunatamente le normative europee in ambito informatico diventano sempre più complesse e richiedono competenze specifiche, per cui la sconfinata ignoranza di questi soggetti li rende facilmente smascherabili.

Io e/o mio figlio possiamo dare il nostro contributo per evitare che ciò accada?

Assolutamente sì.

In primis consigliamo la presa visione della relazione al D.D. 83/2024 per comprendere il percorso sammarinese già avviato verso l’identità digitale europea.

Poi consigliamo la lettura dei Considerata 33, 36 e 56 del Regolamento Europeo 2024/1183, per carpire l’intenzione europea di utilizzare il progetto sull’identità digitale come volano di crescita economica dei singoli paesi.

In particolare l’approccio open source si propone un duplice scopo: consentire l’accesso al progetto da parte di chiunque sia interessato e agevolare l’adozione del sistema da parte delle piccole aziende, che così potranno concentrarsi sull’ampliamento della propria offerta di servizi e non dovranno più sostenere gli alti costi legati alla sicurezza informatica.

Dai Considerata traspare inoltre l’intento europeo di limitare fortemente il margine di manovra dei grandi gruppi ICT a vantaggio della transizione delle piccole comunità di sviluppatori verso progetti imprenditoriali fortemente specializzati.

 

 

L’argomento mi interessa! Come posso approfondirlo?

Il Gruppo di lavoro sull’Agenda Digitale ha predisposto un file ZIP, scaricabile liberamente, contenente tutta la documentazione tecnica affinché ogni cittadino interessato all’argomento si senta libero di fornire il proprio contributo.