Eccellentissimi Capitani Reggenti,
Onorevoli Colleghe e Colleghi,
intervengo per esprimere il mio convinto sostegno al progetto di legge che modifica la Legge 30 luglio 2007 n. 91, quadro di riferimento per le politiche giovanili nella nostra Repubblica.
Quella legge ha avuto un merito indiscutibile: riconoscere i giovani non come semplici destinatari di politiche pubbliche, ma come protagonisti attivi della vita sociale, culturale ed economica del Paese. Tuttavia, il contesto in cui essa è nata è profondamente cambiato. Oggi i giovani vivono una realtà più complessa, più dinamica, ma anche più esigente: nuove forme di partecipazione, nuove sfide formative e occupazionali, nuove opportunità legate alla mobilità internazionale.
Per questo aggiornare quella normativa non è solo opportuno: è necessario.
Il progetto di legge che oggi esaminiamo va esattamente in questa direzione. Esso rafforza e attualizza gli strumenti a disposizione delle politiche giovanili, rendendoli più coerenti con le esigenze delle nuove generazioni.
In primo luogo, viene ridefinita e ampliata la fascia di età di riferimento, estesa dai 14 ai 35 anni. Una scelta importante, che riconosce come i percorsi di formazione, ingresso nel lavoro e autonomia personale siano oggi più articolati e prolungati nel tempo.
In secondo luogo, vengono meglio delineati gli ambiti di intervento: cittadinanza attiva, educazione e formazione, accesso al lavoro, tempo libero, sport, mobilità internazionale. Non si tratta di un elenco formale, ma di una visione complessiva che mette al centro lo sviluppo integrale della persona giovane.
Un altro elemento qualificante è il rafforzamento della Commissione per le Politiche Giovanili. Le vengono attribuite funzioni più incisive di proposta e programmazione, tra cui la predisposizione del Piano Biennale. Questo significa passare da una logica episodica a una logica strategica, capace di dare continuità e coerenza alle politiche pubbliche.
Allo stesso tempo, si interviene sulla composizione e sul funzionamento della Commissione, rendendola più rappresentativa, più efficiente e più adeguata ai tempi: dalla possibilità di riunioni da remoto, a regole più chiare su convocazioni e deliberazioni, fino alla disciplina delle assenze. Sono aspetti tecnici, ma fondamentali per garantire serietà ed efficacia.
Infine, è particolarmente rilevante la previsione di una gestione più condivisa e trasparente delle risorse finanziarie destinate alle politiche giovanili. Coinvolgere la Commissione nelle scelte significa responsabilizzare, ma anche rendere le politiche più aderenti ai bisogni reali.
Colleghi,
questa riforma non è solo un aggiornamento normativo. È un messaggio politico chiaro: crediamo nei giovani, nel loro contributo, nella loro capacità di costruire il futuro del Paese.
Ma perché questo messaggio sia credibile, deve tradursi in strumenti concreti, in spazi reali di partecipazione, in politiche efficaci. Questo progetto di legge rappresenta un passo importante in questa direzione.
Per queste ragioni, nel ringraziare il Segretario di tato Teodoro Lonfenrini per aver presentato questo Progetto di Legge, invito quest’Aula a sostenerlo con convinzione.
Grazie.
