Gian Carlo Venturini (PDCS): Difendere le istituzioni e la reputazione della Repubblica è una priorità

18/02/2026

Come è stato detto da molti colleghi, siamo di fronte a un attacco alle istituzioni di questo Paese. Sono sotto attacco il Tribunale, la Banca Centrale, il Governo, ed è sotto attacco il Paese stesso quando soggetti esterni cercano di mettere in discussione l’Accordo di associazione con l’Unione Europea, frutto di un lavoro lungo oltre dieci anni. Quello che sta accadendo è di una gravità senza precedenti, perché la reputazione della Repubblica non può essere messa in discussione da interessi privati. Su questi temi ribadisco con forza, come Segretario della Democrazia Cristiana, che la Democrazia Cristiana ha sempre difeso, difende e difenderà il Paese, senza esitazioni. Per questo respingo al mittente le accuse di chi vuole attribuire alla Democrazia Cristiana la responsabilità di questi fatti, come è avvenuto anche recentemente in un comunicato di Motus Liberi o da parte di chi parla di “questione morale”.
Non accettiamo lezioni da nessuno. Forse siamo l’unica forza politica che ha fatto chiarezza al proprio interno. Sono stati citati l’emendamento del gennaio 2025 contenuto nella legge sviluppo, il superamento del 51% di proprietà delle fondazioni. Ma non si può non tener conto dei report del Fondo Monetario Internazionale, dei documenti 2023-2024 richiamati dal Segretario Gatti, delle indicazioni degli organismi europei e delle direttive internazionali. È stato citato anche il CCR: nel CCR non c’è solo il Segretario alle Finanze, ci sono cinque Segretari in rappresentanza di tutte le forze politiche di maggioranza. Attribuire tutto a uno solo è fuorviante. Dopo il comunicato del dirigente del Tribunale, Canzio, che con grande coraggio ha messo in guardia le istituzioni da un rischio di “piano parallelo” che mette a rischio la credibilità e il futuro del Paese, ci saremmo aspettati un sostegno unanime all’azione della magistratura e delle istituzioni. Leggo il passaggio riportato anche dal Segretario Canti: “Sono state acquisite prove consistenti della programmazione e della realizzazione, da parte di un gruppo di soggetti, di un cosiddetto piano parallelo rispetto alla legittima strategia difensiva dei prevenuti nel processo, diretto a offrire all’esterno la falsa rappresentazione della Repubblica di San Marino come un microstato non completamente democratico né affidabile quanto all’effettivo rispetto del Rule of Law, al fine di costringere, anche con il supporto di vari personaggi politici, associazioni private e uomini d’affari, le autorità sammarinesi a una trattativa con i prevenuti, con l’obiettivo dell’illecito perseguimento dei loro interessi patrimoniali mediante indebite pressioni esercitate con la minaccia concretamente messa in opera per ostacolare e delegittimare la conclusione positiva del percorso di associazione con l’Unione Europea.” Questi sono fatti gravissimi per un Paese che sta completando le procedure per arrivare alla firma dell’Accordo di associazione. Mercoledì scorso il Parlamento europeo ha votato un ulteriore step: 552 voti favorevoli, 24 contrari e 77 astenuti. La conferenza stampa del 4 febbraio a Bruxelles, organizzata dai soggetti coinvolti, è avvenuta pochi giorni prima della votazione al Parlamento europeo. E oggi, poco prima di questo dibattito, è arrivato un ulteriore comunicato della San Marino Group che contesta il blocco dei 15 milioni, screditando Tribunale, Banca Centrale e istituzioni. Qualcuno ha parlato di “cricca” invece che di “piano parallelo”. Oggi tutti facciamo fatica a utilizzare questi termini perché non abbiamo elementi, c’è il segreto istruttorio e non abbiamo accesso agli atti. Ma la parola “cricca” evoca vicende del passato che hanno arrecato danni al Paese e che sono oggetto di procedimenti ancora in corso.

Gian Carlo Venturini – Segretario Politico PDCS