La tradizione Democratica Cristiana Sammarinese entra nel dibattito Europeo

13/10/2026

Una delegazione del Partito Democratico Cristiano Sammarinese, composta dal Segretario Politico Gian Carlo Venturini, dal Responsabile Rapporti Internazionali Lorenzo Bugli e dal Segretario Generale dei Giovani Democratico Cristiani Emanuele Cangini, ha partecipato oggi a Roma, presso l’Ufficio del Parlamento europeo, alla presentazione del volume del Martens Centre  «La Democrazia Cristiana, il conservatorismo e la sfida degli estremismi» (Rubbettino), a cura di Klaus Welle e Federico Ottavio Reho.

L’incontro, promosso dal Wilfried Martens Centre for European Studies, fondazione politica del Partito Popolare Europeo, ha visto gli interventi di Carlo Corazza, Antonio Polito, Gaetano Quagliariello, Federico Ottavio Reho e Klaus Welle, con la moderazione di Flavia Giacobbe. Al centro del confronto il futuro del centro-destra europeo, il rapporto tra tradizione popolare e tradizione conservatrice, la difesa dell’ordine democratico nato dopo il 1945.

Il volume raccoglie i contributi di politici e studiosi della famiglia popolare, tra cui Manfred Weber, Antonio Tajani e Mikuláš Dzurinda. È la prima edizione in una lingua nazionale dell’Unione, in lingua italiana che nasce dalla collaborazione tra il Martens Centre, la Fondazione De Gasperi, l’Istituto Luigi Sturzo, il Circolo Esperia e la Fondazione Santo Marino. La sua tesi è netta: la vera linea di confine non passa tra popolari, conservatori e liberali, ma tra chi crede nell’Europa e chi non crede alla comune casa europea.

L’edizione italiana ricomprende il capitolo di Antonio Campati sulla democrazia cristiana italiana, che appartiene ormai alla storia e il capitolo di Lorenzo Muccioli che racconta San Marino e il PDCS: l’unico luogo in cui la tradizione democratica cristiana si è mantenuta senza interruzione. Lo riconosce lo stesso Reho nella prefazione. In Italia la Democrazia Cristiana si è spenta; a San Marino il PDCS, nato nel 1948, ha attraversato i decenni come partito vivo, dentro le istituzioni e dentro la società.

Quei valori oggi non sono memoria. Sono necessità. In un mondo attanagliato dalla polarizzazione e dalle guerre, la centralità della persona, la sussidiarietà, la ricerca del bene comune e la scelta europea restano i valori della nostra democrazia. Costruire ponti, non muri. Unire, non dividere.

A Roma il PDCS ha portato la bellezza di una storia lunga quasi ottant’anni e di un’esperienza che ha saputo restare fedele a se stessa cambiando insieme al Paese.

Una piccola Repubblica, una grande tradizione. Al servizio dell’Europa e del Paese.

Roma, 13 ottobre 2026                                                                  Ufficio Stampa PDCS