Oscar Mina: La Commissione d’inchiesta va fatta con poteri ampi e senso di responsabilità, non come arena di contrapposizione politica

18/05/2026

In merito all’istituzione di questa Commissione d’Inchiesta, la scelta della maggioranza è stata quindi quella di presentare un progetto di legge di rango costituzionale che risponda all’esigenza di dotare la Commissione d’inchiesta degli strumenti più adeguati e incisivi per svolgere fino in fondo il proprio compito e per rafforzare i presidi di tutela delle istituzioni, scelte coerenti nella forma e nella sostanza, affinché non possa essere messa in discussione la tenuta democratica, la credibilità, la reputazione e la solidità delle istituzioni della nostra Repubblica

Tuttavia oggi si discute su quale potrebbe essere la formula da adottare ovvero sulla composizione della commissione, paritetica o proporzionale, aspetti tra l’altro di non poco conto che meritano un attenta riflessione.

Disquisire su quale sarà la scelta della formula, a mio avviso dipende in buona parte  dall’obiettivo che il Consiglio Grande e Generale intende privilegiare, e su questo credo vi sia la sola volontà comune di addivenire ad una corretta valutazione dei fatti ed appurare appunto le eventuali responsabilità politiche.

Certo per la minoranza, la formula Paritetica, 4+4 potrebbe sembrare a prima vista la più adeguata per l’imparzialità, e per cosi dire neutralizzare il peso della Maggioranza, per  Impedire che il governo “indaghi su se stesso” o blocchi audizioni scomode, ecc.…, ma a ns. avviso non penso che sia quello l’intento e le finalità che debba avere questa commissione.

Nella valutazione, tuttavia a noi sembra molto più funzionale la Formula Proporzionale 5+3 opp in quanto più adeguata per la stabilità, per la difesa alla funzionalità pratica della stessa, evitando lo stallo dei lavori su ogni procedura (che sia decisionale, su audizioni, su votazioni) ecc …, e permettere di imprimere un ritmo serrato ai lavori senza veti incrociati.

Il principio è che, alla commissione, si deve chiedere una autorevolezza indiscussa, scevra da questi aspetti, con risultati finali percepiti come condivisi e non come una “verità di parte”, non si vuole e non si deve tutelare nessuno, maggioranza e/o opposizione, ma  garantire alla commissione, a prescindere, lo stesso potere ispettivo a tutti i membri.

Sul tema  delle incompatibilità; di fatto non riguardano i divieti espliciti previsti dalla legge (come l’essere un magistrato), ma potrebbero sorgere situazioni concrete e legami personali, economici o politici dei consiglieri che rischiano di compromettere l’imparzialità dei lavori della commissione; ovvero, per esempio Rapporti professionali o societari con i soggetti coinvolti: Consiglieri che esercitano la libera professione, Ruoli politici e decisionali passati: ex Membri del Consiglio o del Congresso di Stato che, a vario titolo, hanno gestito o autorizzato i primi passaggi amministrativi e politici della tentata compravendita delle quote bancarie prima che emergesse l’inchiesta sul “piano parallelo”, accesso a informazioni riservate: Il rischio che alcuni commissari politici, avendo legami stretti con ambienti giudiziari o difensivi dei soggetti indagati, possano involontariamente violare il segreto istruttorio o utilizzare politicamente atti non ancora di pubblico dominio.

Infine, l’interesse politico nel condizionare l’Accordo UE: Poiché il “piano parallelo” è nato con l’ipotesi accusatoria di voler ostacolare l’accordo di associazione di San Marino con l’Unione Europea, l’esposizione o le forti prese di posizione ideologiche di alcuni consiglieri su questo specifico tema internazionale potrebbero configurare un pregiudizio di fatto nell’accertamento delle responsabilità politiche.

 Sulla tempistica lo abbiamo detto e ribadito più volte, crediamo sia necessario attendere la fine della fase istruttoria, e comunque ipotizzando  di valutare un termine che mi pare sia stato proposto  ed indicato dal 1 Settembre … (e comunque non oltre al 31 Gennaio del prossimo 2027); La volontà di fare piena luce sui fatti e sulle eventuali responsabilità, con la conclusione prevista entro sei mesi e pororogabile dal Congresso di Stato, ma con il rispetto delle procedure e dei tempi previsti dal nostro ordinamento, e confermando la piena fiducia nell’operato del ns. Tribunale per riaffermare che la verità su ciò che è accaduto, e che deve maturare in primo luogo in quella sede.

 In conclusione, voglio rimarcare che il punto centrale, è che la commissione d’inchiesta venga effettivamente istituita e che, abbia poteri di indagine specifico, molto ampi, e se vogliamo paragonabili a quelli di un magistrato inquirente.

La ns. risposta quindi, quella politica, deve essere assolutamente coerente con la ns. tradizione di legalità, equilibrio, trasparenza e soprattutto unità istituzionale,  per affrontare la vicenda attraverso quindi questa Commissione d’Inchiesta, ma con una forte cognizione di causa e senso di responsabilità, evitando una contrapposizione che non gioverà a nessuno e non tutelerà altresì l’interesse generale dello Stato e dei ns. cittadini.

 

Oscar Mina

Consigliere PDCS