Eccellenze e colleghi consiglieri,
le comunità sammarinesi residenti all’estero rappresentano un patrimonio prezioso per il nostro Paese. Esse sono testimoni vivi della nostra storia, della nostra identità e di quei valori che hanno reso grande la Repubblica di San Marino nei secoli: la laboriosità, la solidarietà, l’attaccamento alla libertà e alle proprie radici.
Di generazione in generazione, queste comunità hanno custodito e tramandato la lingua, le tradizioni, la cultura e lo spirito sammarinese, mantenendo vivo quel legame che unisce chi vive nella nostra antica terra e chi, per scelta o necessità, si è stabilito altrove.
A seguito delle esigenze cambiate all’interno delle comunità dei cittadini residenti all’estero, per valorizzare ancor di più i nostri cittadini residenti all’estero, la Segreteria agli esteri ha ritenuto necessario integrare e modificare la legge 30 novembre 1979 n° 76 (costituzione di associazioni sammarinesi all’estero).
Nel testo redatto dalla segreteria agli esteri si è tenuto conto dei molteplici suggerimenti che le singole comunità hanno inviato agli uffici preposti.
Non dimentichiamo che la prima consulta dei cittadini sammarinesi residenti all’estero avvenne nel 1980, la prima volta dei soggiorni culturali fu nel 1981, scelta più che opportuna per far conoscere ai giovani sammarinesi residenti all’estero la nostra storia, le loro radici e le nostre peculiarità. Ricordiamo anche la scelta lungimirante di creare il Museo dell’Emigrante nel 1997, testimonianza della vita dei nostri concittadini all’estero.
In un mondo in continua trasformazione oggi trova l’efficacia questa legge che ha lo scopo principale di rinsaldare ancora di più gli ottimi rapporti esistenti tra i cittadini residenti all’estero e la Repubblica di San Marino, migliorando lo status giuridico e il funzionamento e le attività amministrative delle comunità. Nel testo di legge sono stati definiti i requisiti e le procedure per la formazione di una nuova comunità , mettendo in evidenza le possibili incompatibilità delle cariche elettive ed anche la distinzione tra soci effettivi e soci onorari ; poi nell’ottica della trasparenza sono stabilite procedure chiare per la presentazione dei bilanci. Nel testo ci sono regole chiare per la predisposizione di una piattaforma digitale e di un censimento aggiornato per valorizzare un patrimonio di oltre 15.000 cittadini all’estero.
Il valore che San Marino riconosce alle comunità all’estero è consolidato. Poiché investiamo molto sul rapporto con loro, la possibilità per i nostri cittadini all’estero di organizzarsi in comunità e di relazionarsi con le istituzioni su un piano formale è una peculiarità tutta sammarinese che permette di coltivare un legame generazionale alimentato anche dai soggiorni culturali.
I nostri emigrati hanno apportato un valore aggiunto indiscutibile a San Marino, con le rimesse estere hanno permesso investimenti significativi, soprattutto negli anni 50-60-70 in campo turistico e industriale.
Il nostro non deve essere solo un dovere istituzionale ma un impegno morale verso chi continua a portare con orgoglio il nome di San Marino nel modo.
Investire in queste relazioni significa valorizzare la nostra identità comune, creare opportunità di scambio culturale, sociale ed economico, e costruire insieme un futuro che non dimentichi mai le proprie radici.
San Marino è casa, anche a migliaia di chilometri di distanza. E le comunità dei nostri cittadini nel mondo sono un ponte prezioso che dobbiamo custodire, rafforzare e rendere sempre più solido.
Ringrazio la Segreteria Esteri e le comunità dei cittadini all’estero per aver elaborato questo progetto dio legge.
Devo ringraziare i colleghi , sia di maggioranza che di opposizione , per aver approvato tutti gli articoli della legge all’unanimità e di avermi dato fiducia
Nell’incaricarmi di presentare la relazione al progetto di legge a nome di tutti
Grazie.
Grazie.
Ugolini Giovanni Francesco – Consigliere PDCS
